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sabato 12 luglio 2025

Audio Spaziale, Dolby Atmos e Olofonia: Facciamo Chiarezza sulle Tecnologie del Suono 3D


"Audio Spaziale" è la parola d'ordine del momento. Grazie a giganti come Apple Music, TIDAL e Amazon Music, questa tecnologia sta rivoluzionando il modo in cui ascoltiamo la musica in cuffia.

Ma cosa si nasconde esattamente dietro questo termine e come si confronta con l'approccio dell'olofonia? Il motore che alimenta la maggior parte dell'Audio Spaziale per la musica è il Dolby Atmos for Music. Immaginatelo così: invece di mixare una canzone su canali fissi (sinistro, destro, centrale), l'ingegnere del suono tratta ogni singola traccia — una voce, una chitarra, un synth — come un "oggetto sonoro".

A ogni oggetto vengono assegnate delle coordinate precise in uno spazio tridimensionale virtuale. Quando ascoltate il brano, il vostro dispositivo (che siano delle cuffie compatibili o un sistema home cinema) agisce come un computer che renderizza in tempo reale la scena, ricostruendo attorno a voi questo ambiente a 360 gradi. Il risultato è innegabilmente coinvolgente.

Ci si sente avvolti dalla musica, con suoni che sembrano provenire dall'alto, da dietro e da ogni lato, superando i limiti del classico ascolto stereo. È una conquista tecnologica impressionante, un trionfo della programmazione e del Digital Signal Processing (DSP) che riesce a costruire un'esperienza immersiva partendo da singole fonti.

Tuttavia, è fondamentale capire che si tratta di una ricostruzione. Lo spazio 3D viene creato artificialmente in studio, oggetto per oggetto, algoritmo dopo algoritmo. Questo approccio si scontra, filosoficamente, con il principio alla base dell'olofonia. L'olofonia, infatti, non ricostruisce. L'olofonia cattura.

Non si basa su oggetti sonori aggiunti in post-produzione, ma su una tecnica di registrazione bio-mimetica che registra l'intero campo sonoro esattamente come si presenta in un ambiente reale. Cattura non solo gli strumenti, ma anche l'aria tra di essi, i riflessi naturali e le complesse interazioni spaziali che il nostro sistema uditivo percepisce.

La differenza è concettuale: se Dolby Atmos è come creare un'iperrealistica scultura digitale, dove ogni elemento viene meticolosamente modellato e posizionato nello spazio, l'olofonia è come scattare una fotografia olografica di quella scena. Una tecnologia assembla la realtà pezzo per pezzo; l'altra la cattura nella sua integrità. Due strade diverse per la stessa meta: l'immersione totale.

APPROFONDIMENTO BY: olo360.com